600 medici al congresso di epigenetica a Bologna

Dalla cellula all’anima Un approccio integrato alla medicina, che metta l’uomo al centro

200 medici nella giornata di sabato 10 settembre e altri 400 nella giornata di domenica 11, al congresso tenutosi all’hotel Sydney di Bologna, a parlare di un nuovo approccio alla salute, meno deterministico e più antropocentrico, nell’era dell’inquinamento.
Convocati, in veste di relatori e non, da Giorgio Terziani, professionista della salute che da 25 anni si dedica alla scienza epigenetica, ovvero, la scienza che ci dice una cosa importante: “il DNA non è il tuo destino”.
Il DNA rappresenta un 2, massimo 3% dei fattori ereditari immutabili: il resto è “epigenetica”, ovvero espressione genetica che viene attivata o meno dal nostro stile di vita e dai fattori ambientali: come mangiamo, come viviamo, come pensiamo.
Perché prevenire si può. Basta considerare l’uomo come elemento fatto di corpo, anima, psiche e in costante comunicazione osmotica con l’ambiente.
“Cos’è la salute, in estrema sintesi? La capacità di autogestire le sfide della vita e di adattarsi ad esse, mantenendo la propria omeostasi [BMJ. 2011. 343: d4163]. In questa ottica, "non è la specie più forte, quella che sopravvive, né la più intelligente, ma quella che si adatta meglio al cambiamento" ha commentato Giorgo Terziani che ha riunito a parlare di prevenzione e di soluzioni medici funzionali del calibro di Massimo Spattini, Mauro Mario Mariani, Eugenio Scaluzero, Bartolomeo Allegrini, fisici come Pier Giorgio Spaggiari, bio chimici della fama di Mauro Miceli.
L’evento ha offerto ai partecipanti lo stato dell’arte più avanzato sulle diverse opzioni attualmente disponibili per la promozione del benessere della persona, nella sua interezza: corpo, mente, psiche, anima, spirito.

Alla base di tutti gli interventi, la consapevolezza che tutto parte dal benessere della cellula e del suo motore, i mitocondri.
“Come usava dire Guyton, scienziato sui cui testi di fisiologia si formano i medici, ogni malattia nasce da una disfunzione a livello cellulare” -ha proseguito Terziani.
“La malattia è una carenza nella comunicazione, una interruzione dell’equilibrio della bilancia ossidativa – ha detto Eugenio Sclauzero, medico e psicoterapeuta ma non è un interruttore che si accende o si spegne di colpo, è un percorso nel quale possiamo intervenire” Proprio qui, sulla rivoluzione epigenetica, che consente di incidere per oltre il 90% sulla salute individuale, si sono espressi i medici intervenuti, ognuno per le
proprie competenze.
Massimo Spattini, medico funzionale, atleta, medico dello sport, ci ha ricordato che “food is information” e che” l’alimentazione è responsabile della maggior parte delle malattie come già ci ricordava Socrate con tutta la cultura greca scindendo la Zoe (la vita organica) dalla Bios, la vita biologico emozionale”.
Claudio Pagliara, oncologo e ricercatore, ha dissertato su come il “pensiero cambia la biologia” ricordandoci che “ogni cellula è un ologramma, contiene tutto e che un approccio integrato alla medicina non può trascurare l’aspetto animico emozionale: “l’uomo Vitruviano di Leonardo è inscritto in un quadrato come materia e in un cerchio come anima. Non possiamo prescindere da questo.
Dopamina, endorfine, ossitocina sono elementi scatenati anche dal pensiero e cambiano la nostra biologia”.
Mauro Miceli, professore di bio chimica a Firenze, ci ha ricordato l’infiammazione silente e l’ipossia, ovvero la mancanza o il cattivo utilizzo dell’ossigeno da parte delle cellule, da cui si originano tutte le patologie. “Alla base del ringiovanimento c’è l’ipotalamo -ha detto Miceli- abbiamo dimenticato di rispettare i ritmi sonno veglia. L’ipotalamo gioca una grande partita nel sostegno metabolico. L’ormone tiroideo funziona bene se c’è un buon apporto di ossigeno a livello cellulare”. Monica Perotti, chirurgo specialista in ostetricia e ginecologia, ha ricordato alle mamme quanto i fattori epigenetici siano importanti, perché trasmissibili alle
future generazioni e fondamentali per la salute del nascituro.

Il professor Francesco Garritano, nutrizionista, ha annunciato un libro di prossima uscita sulla fibromialgia, patologia che affligge ormai dal 2 all’8% della popolazione mondiale e ha spiegato come agire sui radicali liberi, quindi sullo stress ossidativo, possa contribuire a ridurre il dolore. “Non esistono protocolli, vanno valutati tanti fattori come l’equilibrio acido base, la regolazione neurovegetativa, la salute dell’intestino. E anche le emozioni. Fattori come la leptina, che agisce sull’asse ipotalamo surrene”. Garritano ha parlato altresì dell’importanza di drenare la matrice extra cellulare.
Francesco Balducci, medico anti aging, nutrizionista e personal trainer, ha parlato di come riportare indietro l’orologio biologico attraverso nutrizione, attività fisica e forma pensiero positiva. “Bisogna allenarsi dai 45 anni in poi, più che a 30. Si può arrivare a un’ottima prevenzione, migliorare la funznionalità cardiaca, le endorfine, seguendo uno stile di vita adeguato. I nutraceutici danno una grossa mano: sostanze come la carnosina, la quercetina, le vitamine, i bio peptidi. Soprattutto, bisogna mantenere i livelli di ossigeno nelle cellule e intervenire sulle carenze nutrizionali”.
“La vita è urgente -ha chiosato Terziani -viviamo un ambiente inquinato da metalli pesanti, interferenti endocrini, frequenze elettromagnetiche, elementi nutrizionali impoveriti dalla produzione industriale. L’epigenetica può essere il viatico per ritrovare uno stato di benessere e prevenire la malattia. La medicina deve considerare un approccio preventivo, predittivo, personalizzato all’uomo perché
non siamo tutti uguali e non possiamo essere assimilati in un protocollo”.

 

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